Come si usa il CCD

L'utilizzo di una camera CCD non è semplice, specialmente per chi non ha alle spalle un minimo di esperienza nel campo della fotografia astronomica tradizionale. Senza voler essere esaustivi daremo qui alcune indicazioni utili su quanto è bene ricordare quando ci si appresta all'uso di una camera CCD.

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Cosa aspettarsi Non bisogna farsi troppe illusioni, "l'abito non fa il monaco" e anche un buon CCD non fa certo un astrofilo. Non bisogna però scoraggiarsi dal risultato a volte deludente delle prime riprese, basta un po' di pazienza e magari l'aiuto di un altro astrofilo per passare dallo sconforto all'euforia.     
Strumentazione Inutile dire che anche il miglior CCD non può essere utilizzato con un telescopio su montatura traballante, privo di possibilità di inseguimento oppure se non si dispone di computer adatti e relativi software.
Cosa osservare Non esiste un telescopio o un CCD adatto a tutti i tipi di osservazione, pertanto a seconda della strumentazione disponibile si dovranno osservare alcuni oggetti tralasciandone altri. Solitamente l'uso del CCD è consigliato per oggetti piccoli  e deboli.
Magnitudine limite La magnitudine limite raggiungibile con la vostra strumentazione è molto difficile da determinare in quanto dipende da molti fattori: diametro dello specchio, rapporto focale, condizioni climatiche, tipo di CCD, tempo di esposizione, uso di filtri o ottiche aggiuntive, tecniche di ripresa, ecc... A titolo puramente indicativo  un telescopio da 40 cm. f/3 tempi di esposizione di circa 6 minuti e condizioni ottimali di cielo, si può raggiungere e a volte superare  la 19a magnitudine. Con un telescopio da 20 cm. che quindi ha una superficie 4 volte inferiore nella stessa condizione raggiungerà all'incirca la magnitudine 17,5
Puntamento Uno dei primi problemi pratici è come puntare il telescopio quando è montato il CCD. Anche per chi è dotato di puntamento automatico il problema non è da sottovalutare specialmente se si utilizzano focali piuttosto lunghe. Il campo inquadrato è infatti tipicamente di pochi primi d'arco per cui è sempre opportuno procedere puntando prima su una stella ben riconoscibile (luminosa) nelle vicinanze dell'oggetto o del campo da inquadrare, si porta poi la stella in centro al CCD e si regola il sistema di puntamento con le coordinate della stella  procedendo poi con l'ultimo e definitivo piccolo spostamento verso la zona prescelta
Messa a Fuoco Anche la messa a fuoco può essere difficoltosa nonostante l'immagine appaia in tempo reale sullo schermo. Si consiglia di utilizzare stelle di media luminosità e tempi di esposizione di pochi secondi per evitare fastidi dovuti alla turbolenza atmosferica. Una buona messa a fuoco si ha quando le stelle appaiono puntiformi, ma occorre fare molta attenzione a mantenere costante il tempo di esposizione e per quanto possibile utilizzare un metodo oggettivo di misura che può essere il valore massimo raggiunto dal picco di luce delle stella, o meglio ancora il valore FWHM  che quasi tutti i software sono in grado di ricavare.   
Raffreddamento sensore Il CCD essendo sensibile alla radiazione infrarossa (calore) deve essere portato a temperature molto basse per evitare che il "rumore termico" produca fastidiosi effetti di disturbo dell'immagine.
Tempi di esposizione Dipende dal tipo di oggetto ripreso. Per oggetti planetari il problema potrebbe essere quello di dover diaframmare il telescopio a causa dell'eccesso di luce raccolta. nel caso di oggetti deboli invece vale il principio generale per cui maggiore è il tempo di esposizione e meglio è, in quanto con l'aumentare del tempo di esposizione viene ad aumentare il rapporto segnale/rumore oltre che il numero di fotoni complessivamente rilevati dal vostro CCD.  Ricordiamo solo che è possibile eseguire molte brevi riprese sommarle elettronicamente ed ottenere l'equivalente di una unica lunga ripresa
Pretrattamento Si intende la ripresa di un Dark Frame e di un Flat Field indispensabili per la successiva fase di elaborazione delle immagini
La ripresa Nella maggior parte dei casi è consigliata la ripresa con correzione manuale o automatica dell'inseguimento. Raramente infatti si può disporre di telescopi talmente stabili e precisi da rendere inutile l'inseguimento. Ricordiamo poi che il CCD proprio perchè estremamente sensibile non perdona, e anche la minima vibrazione vi può rovinare una ripresa.
Elaborazione immagine Ultima ma forse più importante fase a cui abbiamo dedicato una intera sessione. Vedi link alla pagina elaborazione delle immagini