TRICROMIA E QUADRICROMIA

I sensori CCD, sia quelli montati nelle camere astronomiche che quelli montati nelle fotocamere digitali, sono, ad esclusione dei sensori di tipo Foveon, incapaci di registrare su un unico pixel le componenti RGB che consentono la codifica del colore.
Ma allora cosa permette di ottenere immagini a colori con una sola posa? In realtà sui sensori a colori è disposta una matrice di filtri rossi, verdi e blu tali da far registrare per ciascun pixel la luminosità di un solo colore. L'immagine così ottenuta viene poi sottoposta a un algoritmo di demosaicizzazione (interpolazione del colore) per ricostruire l'immagine finale.

I sensori provvisti di questa matrice di filtri, sebbene abbiano il grande vantaggio di produrre istantaneamente immagini a colori, hanno in realtà delle gravi limitazioni in termini di sensibilità, ridotta dalla presenza della matrice di filtri, e di nitidezza, ridotta dalla procedura di demosaicizzazione. Per questo motivo la maggior parte delle camere CCD astronomiche sono prive di questa matrice di filtri e, per creare immagini a colori, è necessario riprendere tre immagini differenti attraverso dei filtri RGB.
Sebbene questa procedura sia più lunga, si rivela vincente dal punto di vista qualitativo, permettendo di ottenere immagini a colori senza gli svantaggi dei sensori sopra descritti.

In Photoshop è possibile combinare le tre immagini corrispondenti ai canali RGB attraverso la finestra Canali (di default in basso a destra, compresa nella finestra livelli, altrimenti raggiungibile da Finestra->Canali).
Create un'immagine delle stesse dimensioni delle tre riprese di partenza, copiate su ciascun canale RGB le immagini ottenute con i filtri corrispondenti e procedete all'allineamento utilizzando lo strumento Sposta (nella finestra Strumenti).

Se le immagini fossero di dimensioni diverse e/o riprese con diverse inclinazioni, è possibile allineare le immagini prima di procedere alla composizione dei colori. Per fare questo incollate le tre immagini su una nuova immagine delle stesse dimensioni in modo da ottenere tre livelli; nascondetene uno e regolate, dei due visibili, l'opacità di quello superiore a 50%; selezionate lo strumento Modifica->Trasformazione libera, imponendo di mantenere le proporzioni inalterate (sulla barra delle Opzioni come ); procedere all'allineamento intervenendo sui punti di controllo che appaiono sull'immagine. Ripetete l'operazione nascondendo l'immagine allineata e mostrando quella precedentemente nascosta, quindi copiate le immagini sui canali RGB di una nuova immagine.

Oltre alla tecnica della tricromia, è possibile anche la quadricromia LRGB, che comprende un ulteriore canale, la luminanza. In ambito astronomico questa tecnica è molto utile in quanto consente di recuperare l'informazione, contenuta su lunghezze d'onda diverse da quelle trasmesse dai normali filtri RGB.

Per realizzare una quadricromia in Photoshop è sufficiente copiare un'immagine a colori realizzata con la tecnica RGB su un'immagine ripresa senza filtri (oppure con filtri particolari come l'Ha o l'UHC), procedere all'allineamento utilizzando la Trasformazione libera e, dopo aver ripristinato il valore 100% di opacità, impostare, come tipo di fusione, Colore. A questo punto potete unire i livelli (Unico livello, raggiungibile cliccando sul triangolino nero nella finestra Livelli).

Come ho già accennato è possibile realizzare tricromie e quadricromie anche utilizzando filtri particolari (Ha, Hb, OIII, SII, ecc) per evidenziare certi tipi di dettagli oppure per poter riprendere immagini di deep-sky anche da zone soggette a forte inquinamento luminoso. Immagini di questo genere possono fornire risultati eccezionali, ma spesso si ottengono colori innaturali, vista l'associazione forzata di queste lunghezze d'onda ai canali LRGB. Per ottenere immagini più naturali, oltre naturalmente a utilizzare filtri vicini ai colori RGB (ad esempio assegnando l'Ha al rosso), è possibile ribilanciare i colori grazie a strumenti quali il Miscelatore canale, il Bilanciamento colore, il Colore automatico (solo se l'immagine è già molto vicina a un risultato naturale), le Curve (operando separatamente sui canali RGB), la regolazione di Tonalità/Saturazione, ecc.