FOTOGRAFIA A STRATI
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Molti oggetti di profondo cielo presentano
al loro interno alcune zone deboli e altre molto luminose, tali da non
poter essere registrate entrambe sulla stessa immagine. Se infatti
teniamo tempi di esposizione bassi i dettagli deboli non saranno
registrati (o saranno appena percettibili e immersi nel rumore), mentre
se li allunghiamo per registrare anche questi dettagli con un buon
rapporto segnale/rumore, si rischia di saturare le zone luminose
perdendo irrimediabilmente l'informazione in esse contenute. Un rimedio a questo problema può consistere nel riprendere due immagini, con esposizioni diverse, e comporle per creare un'immagine che mostri tutti i dettagli presenti nell'oggetto, anche se con rapporti di luminosità alterati. Una volta
ottenute le due immagini possiamo allinearle utilizzando lo strumento
Trasformazione libera, come nel caso dello stacking (è importante
allineare l'immagine a lunga esposizione sopra quella a breve
esposizione). In questo caso l'immagine a bassa esposizione è stata realizzata con uno strumento diverso e in diverse condizioni di ripresa. Essendo più piccola è risultato più comodo allinearla sopra quella a lunga esposizione. L'importante è comunque spostare i livelli a elaborazione finita in modo da trovarsi nella situazione sopra descritta. Una volta selezionata la zona
sovresposta, sfumata e cancellata, ecco il risultato: Questa tecnica si rivela molto utile anche in casi non estremi ma che richiederebbero, per mostrare le zone luminose e quelle deboli, un forte stretching logaritmico. Si tratta di una tecnica molto meno rigorosa ma che spesso può portare risultati esteticamente più gradevoli. Ricordate comunque sempre la regola d'oro dell'elaborazione digitale a fini estetici: cercate di mantenere l'immagine il più naturale possibile! |
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