RESTAURARE LE STELLE SATURE

Dopo un'operazione di stretching abbastanza forte è facile, soprattutto su immagini a 8 bit/canale, che le stelle perdano profondità, risultando quasi tutte piatte e uguali l'una all'altra.
Dal momento che le bitmap, come è stato detto nel primo capitolo, memorizzano l'immagine come una matrice di valori espressi con un determinato numero di bit, quando un'operazione (nel nostro caso uno stretching) porta i valori dei pixel oltre il numero massimo consentito (255 per le immagini a 8 bit, 65535 per quelle a 16 bit), questi vengono automaticamente troncati, riportandoli al valore di 255 o 65535.

 

Sebbene l'informazione troncata sia irreversibilmente persa, è possibile ripristinare l'illusione di una differenza di luminosità delle stelle aumentando in modo controllato il diametro di quelle più luminose, facendo però in modo da non sfocare i dettagli dell'immagine.

 

Per fare questo (tenendo ben presente la differenza fra i livelli intesi come immagini sovrapposte, mostrati nell'apposita finestra in basso a destra, e i livelli intesi come regolazione dell'istogramma) si può procedere nel seguente modo:

  1. nella finestra "Livelli", facendo click con tasto destro sul livello in cui è contenuta l'immagine, selezioniamo duplica livello;

  2. sfocare l'immagine contenuta nel nuovo livello con un valore, generalmente compreso fra 2 e 4, tale da attenuare le stelle più deboli e portare quelle più luminose a un diametro più grande ma non eccessivo;

  3. regolare, sempre sul nuovo livello, i livelli e/o le curve in modo da portare a 0 il valore delle stelle più deboli, delle quali non si vuole ottenere un allargamento, e della maggior parte delle nebulosità, per evitare che la successiva operazione tenda ad impastare i dettagli;

  4. impostare, come tipo di fusione nella finestra Livelli, scherma lineare e, eventualmente, intervenire nuovamente sui livelli e/o sulle curve controllando in tempo reale il risultato.

La grande quantità di parametri che entrano in gioco durante questa operazione, come la risoluzione dell'immagine, il tipo di oggetti in essa contenuti, le caratteristiche particolari degli oggetti stessi o la quantità di stelle saturate, rende difficoltosa, specialmente le prime volte, l'applicazione di questa tecnica, col rischio di ottenere immagini molto sgradevoli. Esiste infatti una soglia molto stretta, determinata dalla combinazione di regolazioni fra loro anche molto diverse, al di sotto della quale non si produce alcun effetto rilevante e oltre la quale l'immagine viene rovinata. E' quindi importante lasciare quest'operazione per ultima o quasi in fase di elaborazione e accertarsi di avere sempre la possibilità di tornare indietro, aumentando il numero di stati storia o salvando una copia dell'elaborazione parziale (in ogni caso non sovrascrivete o cancellate mai l'immagine grezza, sarà sempre utile come copia di sicurezza, come confronto o per poter rielaborare le vecchie immagini via via che migliorano le proprie abilità).

 

Acquisendo sempre più manualità con questa tecnica sarà possibile andare oltre il semplice restauro delle stelle, ma la si potrà sfruttare anche per evidenziare alcune zone di nebulose o galassie agendo selettivamente sulle curve per limitare a particolari valori l'effeto della maschera.